E dunque, eppur si muove... Malgrado tutto, i tempi si evolvono, e tale evoluzione ha toccato persino la città di Palermo (quella che veste rosanero, quella della passione per il calcio), grazie allo spirito imprenditoriale di un uomo venuto dal Nord.
Un sogno diventa realtà: sulla panchina dei Rosanero siede finalmente un grande campione, una leggenda vivente del calcio italiano, nonché un allenatore che si è fatte le ossa all'estero (senza pensare a cercarsi una raccomandazione in patria) e che poi, tornato in Italia, ha guidato quello che grazie a lui sarebbe divenuto il "Catania dei record".
Walter Zenga ha firmato un contratto triennale, e per questo Palermo non smetterà mai di essere grata al presidente Zamparini.
Al di là degli obiettivi (quarto posto in campionato e qualificazione alle preliminari di Champions), fa bene sapere che c'è un uomo simile alla guida della squadra!

Del capoluogo siciliano, l'ancora 49enne Walter Zenga (che praticamente è tra gli allenatori più giovani in assoluto della Serie A) ha un ricordo felice solo a metà. Infatti, proprio alla vecchia Favorita l'ex portiere dell'Inter e della Nazionale disputò la sua partita d'addio, il 1° marzo 1997. E i palermitani che cosa fecero? Invece di onorarlo, lo fischiarono! L'Inter vinse 3-1 sui resti di un Palermo che era in bilico tra B e C, ma nemmeno questo serve a giustificare quegli ignobili fischi.
Certamente deluso da tale "accoglienza", Zenga decise allora di affrettare il suo trasferimento in America: andò a giocare nei New England Revolutions. Dodici anni dopo, eccolo di ritorno a Palermo, sempre da protagonista e sempre da trionfatore (non dimentichiamoci che appena pochi mesi fa lui e il Catania vennero a vincere qui con un clamoroso 4-0!). Auguriamoci che i palermitani lo lascino lavorare. Palermo è fin da sempre filo-bianconera; è ora che la città finalmente si interizzi, passando dalla parte dei Giusti, dove nessun Moggi potrà mai arrivare.

WELCOME IN PALERMO, WALTER!

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